martedì 29 gennaio 2013

LA DETENZIONE AMMINISTRATIVA E' UN REATO GRAVE CONTRO L'UMANITA'



Togliere la libertà a qualsiasi essere umano è sempre un gesto di grande ingiustizia , specialmente se non giustificato da alcun motivo. Questo la "democratica" Israele lo sa, ma lo ignora e quindi è doppiamente colpevole e quindi doppiamente condannabile da qualsiasi senso umanitario , prima che da qualsiasi legge  scritta. Israele imprigiona presunti "terroristi" in assenza anche del minimo indizio contro di essi per la durata di 6 anni rinnovabili a tempo indeterminato in attesa di processo e in assenza di condanna. Questa è realtà...non farneticazione , come può sembrare......questa è crudeltà perpetrata contro palestinesi, per la sola ragione di essere palestinesi e quindi di fare parte di un popolo verso cui , sistematicamente la "democratica" Israele sta compiendo un vero e proprio genocidio , una pulizia etnica dalle proporzioni mai viste prime, accanendosi da ben 64 anni contro un popolo inerte, la cui difesa si chiama "Resistenza" . E non venitemi a raccontare la favoletta dei razzetti quassam ai quali la "democratica" Israele risponde per difesa con ordigni di ultima generazione che sperimenta nella Striscia di Gaza perchè il confronto non regge e nessuna motivazione giuridica, ma principalmente umana può giustificare questo immane massacro rivolto principalmente contro i civili  ( per lo più bambini)  in totale assenza di rifuggi e di qualsivoglia protezione dalle incursioni criminali. Tornando all'argomento "Prigioni Israeliane" riporto di seguito un articolo comparso oggi sul portale di informazione NENA. Eccovelo:  

Israele e la Palestina dietro le sbarre

Quattro prigionieri proseguono lo sciopero della fame. Ashraf Abu Dhra muore dopo una detenzione di sei anni. E Ramallah denuncia Israele alle Nazioni Unite.

adminSito
martedì 29 gennaio 2013 09:15

dalla redazione

Betlemme, 29 gennaio 2013, Nena News - La battaglia degli stomaci vuoti non si è mai fermata. Prosegue lo sciopero della fame dei prigionieri politici palestinesi detenuti nelle carceri israeliane. E mentre Samer Issawi digiuna da oltre 180 giorni, e Jazzer Ezzidine, Yousef Yassin e Tarek Qa'adan da quasi 60 giorni, c'è chi muore per le condizioni di vita dietro le sbarre.

Pochi giorni fa, Ashraf Abu Dhra è morto dopo cinque mesi dal rilascio. Aveva 29 anni, di cui gli ultimi sei e mezzo passati nel carcere israeliano di Ramle, in isolamento. Ad ucciderlo potrebbe essere stata la mancanza di cure mediche: malato di distrofia muscolare, Ashraf non è stato mai autorizzato dall'amministrazione carceraria ad accedere ad adeguati trattamenti. Una mancanza che lo ha costretto su una sedia a rotelle e, poco tempo dopo la sua liberazione, lo ha portato alla morte.

Nel 2008, l'associazione israeliana Physicians for Human Rightsaveva presentato una petizione ad un tribunale israeliano nella quale si chiedeva di imporre alla prigione di Ramle il ricovero di Ashrag: la corte ha approvato la richiesta, ma la clinica del carcere ha sempre ignorato la sentenza giudicando le cure "non necessarie".

Secondo i dati forniti dalle associazioni per la tutela dei prigionieri, dal 1967 - anno di inizio dell'occupazione militare dei Territori Palestinesi - oltre 200 detenuti sono morti nelle carceri israeliane. Oltre 800mila palestinesi sono stati arrestati negli ultimi 46 anni, il 40% della popolazione maschile palestinese e il 20% di quella totale. Non c'è famiglia che non abbia avuto o abbia tuttora un suo membro dietro le sbarre di una prigione israeliana.

Ad oggi, gennaio 2013, Israele tiene dietro le sbarre 4.656 prigionieri politici palestinesi: 310 di loro sono incarcerati in detenzione amministrativa - senza processo né accuse ufficiali - e 193 sono minorenni (di cui 23 hanno meno di 16 anni). Tredici detenuti sono membri del Consiglio Legislativo Palestinese, il parlamento dell'Autorità Palestinese.

Le condizioni di detenzione sono pessime. Come riportato daAddameer, la più importante associazione palestinese per la difesa dei prigionieri politici, i detenuti sono soggetti a diverse forme di tortura, tra cui l'isolamento prolungato, interrogatori di 12 ore, deprivazione del sonno e minacce di morte contro familiari.

A tutela dei prigionieri politici palestinesi è intervenuta anche l'ANP:ieri il ministro per i Prigionieri, Missa Qaraqe, ha annunciato l'invio di una lettera al Consiglio di Sicurezza dell'Onucontenente una denuncia ufficiale contro le autorità israeliane per le disumane condizioni di vita nelle carceri e le misure detentive illegali a cui sono sottoposti i detenuti palestinesi.

"La lettera sottolinea la situazione critica dei prigionieri in sciopero della fame che potrebbero morire in qualsiasi momento - ha spiegato il ministro - Se si permetterà che questo accada, si tratterà di un nuovo crimine per mano israeliana. Il Consiglio di Sicurezza dovrebbe discutere di tutte le questioni: le condizioni di salute, l'assenza di processi equi e in alcuni casi la totale mancanza di processi, il divieto di ricevere le visite dei familiari; le aggressioni all'interno delle carceri, l'isolamento, la detenzione amministrativa e la
detenzione di minori". Nena News

 Avete letto bene: la detenzione di minori ai quali la "democratica" Israele  impone pene indescrivibili, che vanno dalla violenza carnale , alla tortura, alle minacce durante la detenzione....ripeto a tempo indeterminato. QUESTO FA ISRAELE E QUESTO TUTTO IL MONDO DEVE SAPERLO

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